VIGNA DELLA SIGNORA

Colli di Faenza Bianco DOC

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Vino secco ottenuto dai vitigni Chardonnay, Sauvignon più altri autoctoni che donano un carattere ed una complessità olfattiva.

Di colore gialla paglierino con riflessi dorati, all’olfatto sprigiona note floreali, agrumate e di frutta esotica. Al palato ha una notevole persistenza gustativa e la bocca si distingue per freschezza e sapidità ben bilanciate da una buona struttura.

Abbinamento: paste, carni bianche e tutti i tipi di pesce.
 

FORMATI DISPONIBILI

2016 0,75L – €10,40

2017 0,75L – €10,40

2018 0,75L – €10,40

Annate

2017

Tra le più calde dell’ultimo secolo, seconda solo alla 2003. L’annata è cominciata con un inverno insolitamente caldo e siccitoso, che ha portato ad un anticipo della stagione vegetativa. Le gelate giunte nel periodo di Pasqua hanno ridimensionato la produzione. Da maggio a luglio i terreni hanno sofferto per la completa assenza di piogge, in contemporanea con ben due settimane con temperature massime oltre i 40°C.
Se le viti hanno subito un forte stress idrico, hanno però goduto sotto l’aspetto fitosanitario, in quanto il clima siccitoso ha limitato i problemi di peronospora, oidio e botrite, consentendo trattamenti minimi.

Le condizioni estreme hanno portato a raccolte fortemente anticipate, con le prime uve vendemmiate il 16 d’agosto, per preservare l’acidità. La vicinanza dei boschi e il microclima delle nostre vigne hanno consentito di preservare le uve da maturazioni eccessive, mantenendo fragranze accettabili e tannini non troppo aggressivi. Mediterranea.

2018

Un inverno in cui il freddo è giunto tardivo, ma una primavera fresca e con piogge ben distribuite fino a marzo ha garantito ottime riserve idriche nei suoli. Le vigne hanno ripagato con un buon carico di grappoli.
L’estate è stata frequentemente mitigata da rovesci, costringendo a continue attenzioni alla salute delle piante, ma prolungando il ciclo della vite. Anche l’autunno è arrivato precoce, caratterizzato da nette escursioni termiche. La stagione fresca ma mite ha consentito di vendemmiare fino a ottobre inoltrato, con un ottimo corredo di zuccheri, acidità e aromi. Eleganza e sapore.

2015

Dall’inizio dell’anno la paura ha spadroneggiato con piogge quasi ininterrotte, perdurate anche nella primavera. L’annata 2014, con tutti i suoi problemi, era parsa sufficiente anomala, fin quando il caldo torrido non prese il sopravvento. Le temperature si sono impennate e per decine di giorni sono salite sopra i 35°. La vite si è fatta trovare pronta, in ottimo stato, sana, con tanti zuccheri ma con pH alti. I vini sono usciti carichi di sapori e colori, generosi ed esuberanti ma privi di quella profonda freschezza che aveva contrassegnato l’annata precedente. Estroversa.

2016

Come si era chiuso il 2015, così il 2016 è continuato: poche precipitazioni e temperature miti fino all’arrivo di marzo, quando le piogge ed il freddo hanno segnato tutta la primavera. Cionondimeno la vite ha risposto, e rispetto alle sue abitudini abbiamo avuto anticipi vegetativi e di germogliamento. Con agosto è arrivata la quadra: temperature nella media, escursioni termiche e piogge regolari. Anche la vendemmia è stata facile: le uve sane e mature hanno dato vini fragranti ed equilibrati, che molto probabilmente il tempo potrà solo migliorare. Una sicurezza.